I Millenials terribili

Pietro Pellegri e Moise Kean: due facce di due futuri campioncini

I Millenials terribili

I Millenials terribili

2017-11-24 08:06:36

C'erano i famosi anni 80, anni di divertimento e di cambiamento, poi gli anni 90, anni di modernizzazione e gli anni 2000?

Dovevano essere forse quello che ad oggi non sono stati. Anni difficili per molteplici fatti non direttamente riconducibili al mondo dorato dello sport, ma purtroppo è stato direttamente influenzato.

Anni in cui Pietro Pellegri e Moise Kean hanno emesso i loro primi vagiti. Era il 16 Marzo del 2001 quando a Genova, il primo millenario goleador della Seria A riempì di gioia i suoi genitori. Un anno prima e qualche mese prima nacque Moise Keane (28-02-2000) altro diamante grezzo, altro millennials di certo avvenire.

Pietro condivide con Amedeo Amedei il record di giù giovane calciatore ad aver esordito nel massimo campionato dello stivale alla "venerata" età di 15 anni e 280 giorni, pazzesco.

Nel cameo di Totti dal calcio, Pellegri fa la sua scena, prendendo i riflettori, sua la rete dell'effimero vantaggio: 16 anni e 72 giorni, diventa il terzo più giovane marcatore in Serie A, dopo Amedeo Amadei e Gianni Rivera.

Pazzesco è che a poco più di 16 anni ha già siglato una doppietta!

17 settembre 2017, stadio Luigi Ferraris, Pellegri realizza il suo secondo e terzo gol in Serie A, inutile nel computo del match (sconfitta del Genoa per mano della Lazio) ma serata indimenticabile per il ragazzone di 191 centimetri. Cestinato il record del grande Silvio Piola, 17 anni e 104 giorni nel giurassico 1931.


Altro centravanti di razza, Moise Keane, scuola Juventus, italo-ivoriano, 182 centimetri è un altro da tenere d'occhio. Ha nel mirino la consacrazione in Seria A, gioca in pianta stabile nel Verona, ha scalzato un certo Giampaolo Pazzini come non impressionarsi?

1º Ottobre 2017, stadio Filadelfia, la Var autorizza l'esultanza di Moise. C'è la sua firma nel 2-2, c'è soprattutto la consapevolezza che l'età non fa curriculum, sono i piedi e la testa a fare la differenza e Pietro e Moise hanno proprio tutto per non essere meteore.


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