L'incredibile storia di Carlos Bacca, da autista al Milan | Biografie Calciatori

Quella di Bacca, più che una carriera sportiva, ha le caratteristiche di una vera e propria favola.

L'incredibile storia di Carlos Bacca, da autista al Milan | Biografie Calciatori

L'incredibile storia di Carlos Bacca, da autista al Milan | Biografie Calciatori

2016-04-05 20:40:25

Complice una situazione economica non brillante, il Milan da qualche anno sta faticando non poco nel tentativo di tornare ai fasti del passato. Uno degli elementi più luminosi della rosa attuale, uno di quelli che si possono tranquillamente definire campioni, è Carlos Bacca, centravanti colombiano classe 1986. La sua carriera è esplosa con la maglia del Siviglia, da cui il Milan l’ha acquistato la scorsa estate sborsando la bellezza di 30 milioni di euro. Con gli spagnoli Bacca ha segnato 49 reti in due anni, 14 delle quali in Europa League. In Nazionale invece ne ha messe ha segno 11 in 27 presenze.

Bacca è un attaccante completo, capace di segnare in tutti i modi. Tante società europee gli fanno la corte. La sua storia parte da Barranquilla (ma la città natale è Puerto Colombia, poco distante), primo porto marittimo e fluviale della Colombia, dove a 20 anni Carlos vendeva il pesce assieme al padre Gilberto. Questo alla mattina, perché nel pomeriggio il giovane lasciava il porto per trasferirsi sugli autobus della città, dove faceva il controllore. Questa doppia vita era necessaria per aiutare la famiglia a sbarcare il lunario. Ovvio, però, che di tempo per giocare a calcio ne rimaneva molto poco. A 17 anni aveva dovuto lasciare il college, dove giocava per la squadra locale, a causa delle difficoltà familiari. Il suo mito era Faustino Asprilla, che sognava di emulare un giorno a suon di gol. Ma la vita sembrava portarlo lontano dal mondo del calcio professionistico.

Carlos però aveva indubbiamente talento. Un talento che gli portò i primi frutti concreti quando, giocando un torneo con la squadra della società di trasporti per cui lavorava, le brillanti prestazioni gli valsero la promozione da controllore ad autista, e di conseguenza l’accesso ad uno stipendio più cospicuo. La maggiore tranquillità economica aveva apparentemente convinto Bacca ad accantonare del tutto il sogno di diventare un calciatore professionista. Fino a quando un amico, allora fidanzato con quella che poi diventerà la signora Bacca, non lo persuase ad affrontare un provino con la squadra giovanile della Junior. L’allenatore lo scelse, e lui lo ripagò con la vittoria del campionato e con un bottino personale di 48 reti.

Tuttavia l’approdo in prima squadra non sembrava possibile. Bacca andò allora all’Atletico Barranquilla e con quella maglia vinse subito il titolo di capocanniere della seconda divisione colombiana. Nonostante queste soddisfazioni, però, le difficoltà economiche rimanevano. Era l’aiuto della moglie a permettergli di pagarsi l’autobus che quotidianamente lo portava da casa al campo sportivo e viceversa. Intanto, dopo una toccata e fuga in Venezuela (al Minerven) e il ritorno al Barranquilla (stavolta nella massima serie) il tempo passava e Bacca sembrava diventato ormai troppo “vecchio” per poter ancora sperare di sfondare.

Il 1 marzo 2009 Carlos debutta finalmente con la prima squadra dello Junior, che è anche il club di cui da sempre è tifoso, ed è subito protagonista con una doppietta. I suoi gol (quell’anno diventerà capocannoniere della Copa Colombia con 11 reti) e le sue prestazioni gli valgono l’attenzione di importanti club internazionali, tra cui il Boca Juniors, il Racing Club e il Lokomotiv Mosca. Ma passeranno ancora alcuni anni prima che “El Peluca” (soprannome affibbiatogli da piccolo per via della lunga chioma) varchi l’Oceano. Questo avverrà nel gennaio del 2012, quando approderà in Belgio presso il Club Bruges. Il suo impatto è devastante: in pochi mesi riesce a trascinare i nerazzurri fino ai preliminari di Champions League. L’anno dopo si laurea capocannoniere della Pro League (la massima divisione belga) e segna le sue prime reti in Europa. Carlos è ormai un attaccante di livello internazionale e nell’estate del 2013 accetta la corte del Siviglia. Con la maglia dei Rojiblancos vince l’Europa League per due anni consecutivi (2013-2014 e 2014-2015). In Nazionale il suo esordio è datato 11 agosto 2010, amichevole con la Bolivia, in cui Carlos segna la rete del provvisorio 1-0. Ai Mondiali del 2014 debutta solo ai quarti di finale con i padroni di casa del Brasile, partita che la Colombia perde 2-1. Partecipa anche alla Copa America del 2015 in Cile, dove non segna alcun gol e dove la Colombia viene eliminata ai quarti di finale dall’Argentina.

Quella di Bacca, più che una carriera sportiva, ha le caratteristiche di una vera e propria favola. E come in tutte le favole, anche qui c’è una morale. La caparbietà e la fede di questo ragazzo, fede non solamente in sé stesso – dopo ogni gol alza le mani e lo sguardo al cielo ringraziando Dio, a cui è fortemente devoto- lo hanno condotto ad una meta che ad un certo punto della sua vita sembrava definitivamente sfumata, a testimonianza del fatto che non bisogna mai rinunciare ai propri sogni.

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