Parma dal paradiso all'inferno e ritorno

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Parma dal paradiso all'inferno e ritorno

Parma dal paradiso all'inferno e ritorno

2017-11-01 11:15:36

LE ORIGINI DEL MITO - C'era una volta Buffon, Thuram, Bennarivo, Cannavaro, Veron, Crespo, Asprilla. C'era una volta perché il crac Parmalat ha spazzato via una generazione di fenomeni, una squadra da mito. Eppure il mito è rimasto perché aver sfiorato lo Scudetto e aver trionfato in Europa ha reso immortale questa generazione di fenomeni.

Due Coppa Uefa (1994-95, 1998-99), tre Coppa Italia (1991-92, 1998-99, 2001-02) una Supercoppa Uefa (1993), una Coppa delle Coppe (1992-93), un palmares invidiabile per una "provinciale".



Ha sfidato la Juventus della triade e ha sfiorato soprattutto lo Scudetto. Era il lontano 1996, pochi di voi erano nati, anzi nessuno e Crespo lanciava il guanto di sfida alla Juventus, un affronto.


E' stato il miglior marcatore gialloblu, 72 le reti complessive con il Parma, recordman all time e simbolo indiscusso per quattro stagioni, dal 1996 al 2000 e poi ritornò per concludere la carriera nel campionato 2014-15.

Parma non è solo Crespo, Parma è Gianluigi Buffon, Fabio Cannavaro, Lilian Thuram, Tino Asprillia, Gianfranco Zola, Enrico Chiesa, Juan Sebastian Veron, talenti cristallini al Tardini.




Eppure la cronaca, la finanza meglio, contaminò il Parma e lo disintegrò. Parmalat fu la croce e la delizia del Parma. La stessa azienda leader nella distribuzione di latte e derivati, determinò ascesa e disfatta.

Il Parma crollò. Crollarono ambizioni e posti in classifica. Il duo Leonardi e Ghirardi risollevarono le sorti ma quella magia non si ripropose più. Il Parma ha navigato per molti stagioni a metà classifica. Lontani i tempi in cui le squadre del nord al Tardini, giocavano di rimessa per lo strapotere fisico, tecnico dei gialloblu crociati. Lontani quei tempi in cui i migliori erano a Parma.

Parma uguale crac è un binomio purtroppo ricorrente. Non basta infatti aver dilapidato una generazione di fenomeni, Parmalat insegna, anche la presidenza Ghirardi sarà ricordata per un fallimento di proporzioni cosmiche: dalla A alla D, senza paracadute, un volo diretto e senza via di scampo.

Ma come da Crespo ai campi dilettanti della Emilia-Romagna? Eppure questo è accaduto pochi anni fa. Il Parma è fallito ma come l'araba fenice, è risorto dalle proprie ceneri e ora viaggia a vele spiegate verso l'olimpo della Seria A. Serie D conquistata, playoff di Lega Pro vinti e quest'anno l'approdo nella serie cadetta.

Una matricola terribile che ha in Alessandro Lucarelli, il simbolo, il capitano, colui che è sceso dalla A alla D, senza rimpianto perché Parma è, lo è stata e ritornerà ad essere una delle Sette Sorelle d'Italia.



Sono trascorse già dodici giornate del campionato di Serie B 2017-18 e un primo bilancio è lecito farlo. Il Parma è secondo a pari merito con Empoli e Frosinone, in piena corsa playoff, con 20 punti all'attivo, a un solo punto dalla vetta occupata dal Palermo.

La rincorsa è lunga ma il @Parma Calcio 1913 può farcela.


#Dylan

@Deklan26

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