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Per Saperne di Più !

La solitudine dei numeri uno

Le mani sulla vittoria spesso vengono messe da chi la vittoria la deve difendere. Ci sono più oneri che onori. Fa scalpore una “papera” del portiere rispetto ad un errore sottoporta. Causa ed effetto cambiano e con i numeri si gioca poco. Buffon, Julio Cesar, Casillas, Donnarumma, Handanovic, Dida e l’elenco sarebbe ben più numeroso di questo. UN PORTIERE E' DA SOLO? - Il portiere è come se giocasse uno sport differente. Ha una divisa diversa e ha la possibilità di utilizzare le mani. Le dinamiche emotive quindi sono diverse dagli altri dieci giocatori di "movimento". Un portiere è più responsabile, è l'ultimo difensore, l'ultimo ostacolo per il gol. Può venire chiamato in causa molte volte o no, deve essere sempre attivo perché le minacce possono venire anche in contropiede. Massima attenzione e spesso non basta perché l'errore è dietro l'angolo, come le critiche. LA MENTE PRIMA DEL CORPO - Il portiere è un atleta ed è parte integrante di un gruppo anche se spesso è solo, anzi sempre. Dunque è importante la gestione dell'errore. È molto importante prepararsi a livello emotivo per fronteggiare ad eventuali imprevisti o per reagire prontamente ad eventuali uscite a "vuoto". Non è da meno la capacità di rimanere concentrati per 90 minuti ed oltre nonostante spesso si venga chiamati in causa per pochissimi minuti. Nei momenti in cui il gioco è dalla parte opposta un portiere di livello deve rimanere ugualmente concentrato, ad esempio osservando l'evolversi del gioco o eseguendo esercizi fisici: la passività è altamente sconsigliata.CARATTERISTICHE - 180 centimetri e circa la statura media del portiere moderno. E' una media statura che garantisce esplosività e capacità di farsi valere nel gioco aereo. Le uscite basse o alte sono spesso il Tallone d'Achille di molti numero uno. Il tempismo è una qualità che non può mancare e sopratutto è richiesta una buona visione di gioco per anticipare le mosse degli avversari e leggere le traiettorie del pallone. Le parate in tuffo richiedono agilità e potenza, specialmente nelle gambe. Un ottimo portiere deve conoscere il proprio corpo e capire sempre dove si trova, il senso della posizione ricopre un ruolo fondamentale per capire sempre dove si è e per cercare di coprire al meglio la porta. E' un arte saper "chiudere" lo specchio, ovvero ridurre la visuale di tiro per il giocatore avversario.LA PARATA - In presa o con i pugni sono le modalità di parata. La presa è maggiormente difficoltosa e rischiosa rispetto all'allentamento della sfera dalla porta. Può dipendere anche dalle condizioni atmosferiche ma non solo. DIRETTORE DELLA DIFESA - Nel calcio moderno il portiere è prima di tutto il primo costruttore di gioco pertanto deve avere dei buoni piedi perché spesso viene richiesto il suo intervento dai difensori che si appoggiano sull'estremo difensore. Uno dei migliori è sicuramente Manuel Neur, portierone della Germania e del Bayer Monaco, abilissimo con i piedi e capace di giocare ben oltre la propria area di competenza. GLI UNDICI METRI, CROCE E DELIZIA - I fatidici undici metri possono essere decisivi e il portiere ha un ruolo fondamentale. Ci sono portieri che hanno costruito le proprie carriere sull'abilità nel parare i rigori. Primatista attuale della Serie A è Gianluca Pagliuca, ex portiere dell'Inter e della Nazionale Italiana.IL MIGLIORE DI TUTTI - Non hai mai vinto il Pallone d'Oro nonostante sia il numero 1 migliore di tutti senza discussione. Gianluigi Buffon è stato (e lo è ancora almeno per questa stagione) il punto di riferimento del movimento dei portieri. E' stato il giocatore che più di tutti ha rivoluzionato il ruolo. L'unico portiere ad essere insignito del titolo di migliori giocatore è stato il russo Lev Yashin, sconosciuto portiere per i ragazzi del 2000 ma trascinatore dell'URSS, e miglior giocatore nel lontano 1963. Nemmeno il Mondiale conquistato a Berlino 2006 è valso il Pallone D'Oro a Gigi.

Clamoroso al Vigorito

La linea tra l'impresa e il fallimento è leggerissima altrettanto sottile il filo rosso che lega una sconfitta da una vittoria. Minuto 95, il solito risultato pessimo per il Benevento, altra Domenica di passione per il Vigorito ma sulla punizione di Cataldi, c'è un uomo in più in area. E' colorato diverso, verde speranza, non è altissimo ma sa come entrare nella leggenda. L'arcobaleno di Cataldi mette in azione il colpo di nuca di Alberto Brignoli che gioca a biliardo con Donnarumma, incastonando il pallone nell'angolino basso. Pazzesco colpo di testa e pazzesca pure la dinamica: primo punto in Serie A per le streghe e debutto amarissimo di Gattuso sulla panchina rossonera. Il diavolo dunque veste Brignoli, Seria A avvisata.

L'impresa con una dedica speciale

SIVIGLIA - Ogni rimonta ha un sapore diverso ma quanto accaduto qualche giorno fa, tra Liverpool e Siviglia in Champions League, sarà ricordato a lungo.Da 0-3 a 3-3 già di per sè sarebbe eccezionale, di eccezionale c’è però ben di più. L’allenatore andaluso Eduardo Berizzo durante l'intervallo ha comunicato ai suoi giocatori la sua malattia: tumore alla prostata. Al 48enne tecnico argentino, come informa il sito ufficiale il club, "è stato diagnosticato un adenocarcinoma (un tumore maligno) della prostata". "Gli esami - comunica il club - permetteranno di decidere i passi da seguire per il trattamento".Un lampo nella psiche dei giocatori che ha dato però la spinta per una rimonta da antologia. Liverpool avanti 3-0 grazie alla doppietta di Firmino e al sigillo di Mané. L'impresa è griffata da Ben Yedder, 51' e 60', e la rete del pareggio al 93' di Pizarro che dà il via ad un abbraccio collettivo. Forza mister!

Quando il richiamo del fischietto è più forte di tutto

Dodici anni e il fischietto sempre in bocca: Damiano Bellini è l'arbitro più giovane d'Italia. Un primato assoluto frutto di una sconfinata passione per il mondo del calcio visto però da una particolare prospettiva. La prospettiva di chi ha tutto da perdere, di chi viene additato come la causa della sconfitta, di chi dirige il gioco, l'arbitro, "l'uomo nero". Modena gli ha dato i Natali e proprio arbitrare una gara del suo Modena sarebbe il suo sogno nel fischietto.Collina è il vate a cui ispirarsi, un modello impegnativo ma si sa bisogna sempre avere le massime aspirazione e questo ragazzotto avrà tempo per raggiungere i suoi scopi. Il carisma dovrà tirarlo fuori perché non arbitrerà i suoi coentani. No, Damiano ha scelto gli "adulti" del Centro Sportivo Italiano, anzi è stato scelto perchè essere un arbitro è una vocazione. Non saprà forse dribblare come Leo Messi o segnare con la regolarità da cecchino di CR7 ma sicuramente ne sentiremo parlare perchè di grinta ne ha sicuramente in abbondanza.L'inizio dell'avventura sarò a Formigine, Pgs Smile contro Pavullo, ai più due squadre sconosciute ma sicuramente per Damiano sarà l'inizio di una bella avventura che solo il tempo saprà dare la giusta dimensione.In bocca al lupo Damiano!

Estate tempo di...ritiri!

Estate tempo di mare, ma anche di ritiri. I campionati emettono i loro ultimi verdetti solitamente nella prima decade di Maggio e da lì ai primi di Luglio, salvo eccezioni, i calciatori sfoggiano tatuaggi e bicipiti in giro per le spiagge più trendy italiane e non: Ibizia, Costa Smeralda, Mykonos solo per sognare un pò. QUI JUVENTUS - La vecchia Signora cambia tradizione e opta per l'estero. Piccolo raduno a Vinovo per le visite di routine poi Messico e Stati Uniti. Esigenze di marketing che si fondono con il campo per la gioia del portafoglio, meno degli allenatoriQUI INTER - Riscone di Brunico è la sede delle nuove speranze dell'Inter. Nuova rivoluzione estiva, nuovo tecnico, nuovi giocatori, la storia che si ripete. Ritiro però proficuo perché la nuova Inter 2017-18 è partita a vele spiegate, in perfetta sintonia con l'obiettivo minimo stagione, la tanto agoniata qualificazione alla prossima Champions League.QUI ROMA - E' stata per anni juventina, poi è stata invasa dal popolo nerazzurro, quest'anno si apre il ciclo di Di Francesco a Pinzolo. Solo una settimana per assimilare i primi schemi e calarsi nella mentalità del tecnico che da giocatore ha vinto l'ultimo scudetto nella capitale. Non c'è Totti dopo un quarto di secolo ed è già una notizia. Non è una notizia, il viaggio negli USA, patria della nuova proprietà.QUI NAPOLI - Effetti speciali, set hollywoodiani, invece decisamente sobrio il ritiro partenopeo. De Laurentis è uomo di spettacolo ma anche di sostanza e il nuovo/vecchio Napoli di Sarri riparte da dove tutto ebbe inizio: quest'anno l'obbligo è il titolo, nascondersi non è mai stato più difficile. QUI MILAN - Di inverno, autunno, primavera ed estate è sempre e solo Milanello. Il Milan è fedele al proprio centro operativo e tra sabbia e verde, Montella e il suo staff ha il medesimo obiettivo della squadra dell'altra sponda del Naviglio: il ritorno in Europa.QUI LAZIO - Auronzo è la meta designata da anni per la preparazione alla nuova stagione e Lotito è legato alle tradizioni. Stagione passata da incorniciare con la sorpresa di Simone Inzaghi: conferma meritatissima per il fratello del più famoso Pippo-gol.

Parma dal paradiso all'inferno e ritorno

LE ORIGINI DEL MITO - C'era una volta Buffon, Thuram, Bennarivo, Cannavaro, Veron, Crespo, Asprilla. C'era una volta perché il crac Parmalat ha spazzato via una generazione di fenomeni, una squadra da mito. Eppure il mito è rimasto perché aver sfiorato lo Scudetto e aver trionfato in Europa ha reso immortale questa generazione di fenomeni. Due Coppa Uefa (1994-95, 1998-99), tre Coppa Italia (1991-92, 1998-99, 2001-02) una Supercoppa Uefa (1993), una Coppa delle Coppe (1992-93), un palmares invidiabile per una "provinciale".Ha sfidato la Juventus della triade e ha sfiorato soprattutto lo Scudetto. Era il lontano 1996, pochi di voi erano nati, anzi nessuno e Crespo lanciava il guanto di sfida alla Juventus, un affronto. E' stato il miglior marcatore gialloblu, 72 le reti complessive con il Parma, recordman all time e simbolo indiscusso per quattro stagioni, dal 1996 al 2000 e poi ritornò per concludere la carriera nel campionato 2014-15. Parma non è solo Crespo, Parma è Gianluigi Buffon, Fabio Cannavaro, Lilian Thuram, Tino Asprillia, Gianfranco Zola, Enrico Chiesa, Juan Sebastian Veron, talenti cristallini al Tardini.Eppure la cronaca, la finanza meglio, contaminò il Parma e lo disintegrò. Parmalat fu la croce e la delizia del Parma. La stessa azienda leader nella distribuzione di latte e derivati, determinò ascesa e disfatta. Il Parma crollò. Crollarono ambizioni e posti in classifica. Il duo Leonardi e Ghirardi risollevarono le sorti ma quella magia non si ripropose più. Il Parma ha navigato per molti stagioni a metà classifica. Lontani i tempi in cui le squadre del nord al Tardini, giocavano di rimessa per lo strapotere fisico, tecnico dei gialloblu crociati. Lontani quei tempi in cui i migliori erano a Parma.Parma uguale crac è un binomio purtroppo ricorrente. Non basta infatti aver dilapidato una generazione di fenomeni, Parmalat insegna, anche la presidenza Ghirardi sarà ricordata per un fallimento di proporzioni cosmiche: dalla A alla D, senza paracadute, un volo diretto e senza via di scampo. Ma come da Crespo ai campi dilettanti della Emilia-Romagna? Eppure questo è accaduto pochi anni fa. Il Parma è fallito ma come l'araba fenice, è risorto dalle proprie ceneri e ora viaggia a vele spiegate verso l'olimpo della Seria A. Serie D conquistata, playoff di Lega Pro vinti e quest'anno l'approdo nella serie cadetta.Una matricola terribile che ha in Alessandro Lucarelli, il simbolo, il capitano, colui che è sceso dalla A alla D, senza rimpianto perché Parma è, lo è stata e ritornerà ad essere una delle Sette Sorelle d'Italia. Sono trascorse già dodici giornate del campionato di Serie B 2017-18 e un primo bilancio è lecito farlo. Il Parma è secondo a pari merito con Empoli e Frosinone, in piena corsa playoff, con 20 punti all'attivo, a un solo punto dalla vetta occupata dal Palermo. La rincorsa è lunga ma il @Parma Calcio 1913 può farcela. #Dylan@Deklan26

FIFA U-17 World Cup India 2017: la nuove leve all'opera

L’ombelico del calcio giovanile è India: FIFA U-17 World Cup India 2017 è la competizione ora alla ribalta. Può considerarsi a tutti gli effetti la vetrina dei migliori prospetti del calcio del globo, under 17. Giovani si, ma già in alcuni casi pronti per il grandissimo salto nel calcio dei “grandi”. UN PO’ DI STORIA - La prima edizione si tenne in Cina, a trionfare fu la selezione nigeriana, vittoriosa anche in altre quattro edizioni. A tallonarla il Brasile con tre successi all’attivo, nel 1997, 1999 e 2003. La rassegna ha cadenza biennale. Nel 1991 è stata l'Italia la sede della competizione. LO STIVALE - Le notti magiche dell’Italia non si contano nemmeno sul palmo della mano. Non si eccelle a livello mondiale da un po’ di anni e queste rassegne lo evidenziano. L'albo d'oro di oro ha ben poco e memorabili apparizione tricolori non si ricordano. La bacheca reclama successi e l'unico posizionamento degno di rilievo è il quarto posto nel lonano 1987 in Canada.NOW - La capitale Nuova Delhi e le città di Goa, Navi Mumbai, Kolkata, Kochi e Guwahati sono le tappe da segnarsi per gli amanti della competizione, ormai giunta nella fase calda. Il titolo sarà affare di Brasile, Spagna, Mali e Inghilterra. Segnatevi queste date:Mercoledì ore 13,30 Brasile opposto all'Inghilterra e tre ore più tardi la Spagna cercherà la sua quarta finale, avversario la sorpresa Mali. #U17WorldCup#Dylan

Play si nasce: Andrea Pirlo, il genio della mediana

Il Re delle Punizioni abidca, Andrea Pirlo dice addio al rettangolo.Nel principio c'era il metodista. C'era il metodista perché l'ascesa di Andrea Pirlo ha rivoluzionato ruolo e un'intera generazione di aspiranti centrocampisti di manovra. Che del talento questo ragazzo bresciano lo aveva era abbastanza evidente, ma il talento non sposa un solo giocatore, è uno dei requisiti che tanti hanno ma pochi sanno esprimerlo al massimo. Ci è voluto tempo, delusione, porte in faccia ma Andrea Pirlo ha saputo sempre non chinarsi, anzi è diventato Andrea Pirlo, un'istituzione. Andrea Pirlo appende le 13. Un sussulto. Perché Andrea Pirlo, non è un centrocampista giunto alla venera età di 38 candeline, è l'icona di molti ragazzini cresciuti con le punizioni di questo ragazzo, ora barbuto, taciturno ma con un pennello anzichè un piede.Ma non è stato sempre al centro, come si dovrebbe ai Giotto, di tutto. Nell'Inter, squadra che lo ho coccolato quando era in fasce, è stato al centro si, ma di dubbi atroci, congetture irreali, equivoci, morale: cessione. Cosa? L'inter ha venduto Pirlo? Certo, per di più ai cugini rossoneri. Un affarone, decisamente. E' nell'interregno di Brescia che la luce si accede e Pirlo dimostra ogni frammento del suo sconfinato talento. Da metodista filtra ogni pallone e innesca i compagni verso la gloria. Nel Milan tutto questo viene esageratamente ingigantito, diventando il simbolo delle due Champions League rossonere, dello Scudetto e degli altri trionfi. C'è anche Andrea Pirlo a Berlino quando l'Italia di Lippi alza al cielo la Coppa del Mondo e in quella squadra Andrea Pirlo aveva le chiavi.Non è stato sufficiente perché Allegri gli ha preferito il ruvido Van Bommel. E lui? Zaino, scarpette e talento è emigrato in quel di Torino per la ricostruzione della Vecchia Signora post-calciopoli. La mobilità non è più quella di un tempo ma la visione, la classe, la leggiadria e la velocità di pensiero/esecuzione quelle si rimarranno incastonate in Andrea.E così la Juventus è risorta, quattro titoli nazionali, quattro titoli nei quali c'è la griffe di Andrea Pirlo. Anche la grande mela ha voluto omaggiare Andrea Pirlo, gli ultimi anni vestito di azzurro, azzurro come il cielo, azzurro come l'infinito.Andrea Pirlo non abbandona il calcio e il calcio che perde il suo figlio prediletto.Ci mancherai, Andrea @Pirlo_official#Dylan @deklan26

Il tango di Mauro

Tango o Salsa? Decisamente Tango, l'inter è tango, l'Inter è Icardi, l'Inter è Mauro, l'Inter è Wanda. Segnare tre gol in un derby non accadeva dal 2012, ai tempi c'era un certo Principe Milito e l'Inter non navigava così a vista come ora. Sembra passata un'era geologica, invece solo 5 anni, ed è decisamente cambiato tutto. L'Inter e il Milan non sono più l'Inter di Milito e il Milan di Ibrahimovic ma ora sono l'Inter di Nagatomo e il Milan di Rodriguez, non proprio la stessa cosa. Domenica sera c'è stata però l'apoteosi per la Milano nerazzurra. Il naviglio si è dipinto di nero e azzurro e il rosso si è dissolto sotto i colpi di Icardi.Opportunismo, recupero palla, acrobazia, rigore: un codensato chiaro e limpido di chi è Mauro e di cosa è capace questo attaccante moderno, 181 cm per 75 kg.E' il prototipo dell'attaccante del terzo millennio, fuori dal campo sempre alla ribalta, Wanda Nara non è mai a corto di argomenti e dentro al rettangolo è il numero 9 più forte d'Europa. Non ha ombre nel suo gioco. Gioca per la squadra ora, sponde, prende calcioni per far salire i suoi, oltre a questo non ha perso smalto e la sua verve sotto porta. La rasoiata di Candreva è tramutata in rete dalla girata precisa sul secondo palo, Donnarumma non può nulla. Il secondo gol è lo spot del capitano nerazzurro. Biglia si addormenta, Icardi scippa la rete e duetta con Perisc, 11 assist solo per Mauro, pallone a mezza altezza del croato e sforbiciata volante per rubare tempo al portiere: chapeau!Il Milan dall'inferno al paradiso per due volte, stadio in silenzio, 2-2 e sull'ingenuità colossale di Rodriguez, l'arbitro Tagliavento può solo indicare il dischetto del rigore.Una vita fa, qualche derby fa, Icardi era in ginocchio e Donnarrumma faticava a trattenere la gioia dopo il rigore neutralizzato. Domenica, qualche anno più tardi, di nuovo, uno di fronte all'altro, nel duello dagli undici metri. Icardi lo guarda dritto negli occhi, lo sfida e lo fulmina, aspettando il passo verso sinistra del numero 99. ll resto è 3-2, maglia celebrata come Messi al Camp Nou quasi a simboleggiare quanto questo ragazzo del 19-02-93 sia cresciuto, in tutto.#MI9#Dylan

Essam El-Hadary, il portiere detentore di record!

La storia che vogliamo raccontarvi oggi ragazzi parla di ESSAM EL-HADARY, portiere di origine egiziana nato il 15 gennaio del 1973 a Damietta, una piccola città e porto egiziano sul delta del Nilo.Attualmente gioca nel Al-Taawoun, che milita nella Saudi Professional League in Arabia Saudita, come portiere e capitano della sua squadra.Essam, anche soprannominato La Diga per le sue capacità tra i pali, trascorre maggior tempo della sua carriera nel Al-Ahly in coi vince 7 campionati, 4 coppe d'egitto e 4 supercoppe d'egitto.Grazie quindi alle sue doti da portiere. riceve anche la sua prima convocazione nella nazionale egiziana nel 1996 in amichevole contro la Corea del Sud.Passano gli anni ed Essam continua ad essere convocato in nazionale, e si guadagna anche la fascia da capitano nel frattempo, fino ad arrivare ai giorni d'oggi che, grazie ai suoi compagni di squadra e a lui, la sua nazionale riesce a guadagnare un pass per i Mondiali di Russia 2018 grazie alla vittoria per 2-1 in casa contro il Congo, decisa da Mohamed Salah al 94' minuto su rigore e anche detentore del primo gol.Con questo pass ai mondiali il nostro Essam diventerà automaticamente il proprietario di diversi record per età nei mondiali, ovvero:Giocatore più ANZIANO a partecipare ad un mondiale, batte il precendente record di Faryd Mondragon (43 anni e 3 giorni)Giocatore più ANZIANO AL DEBUTTO con 44 anni di età il nostro Essam, ebbene si, debutterà per la prima volta nei mondiali, non si deve mai smettere di sperare!CAPITANO più ANZIANO dei mondiali.

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