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Letture Interessanti

Estate tempo di...ritiri!

Estate tempo di mare, ma anche di ritiri. I campionati emettono i loro ultimi verdetti solitamente nella prima decade di Maggio e da lì ai primi di Luglio, salvo eccezioni, i calciatori sfoggiano tatuaggi e bicipiti in giro per le spiagge più trendy italiane e non: Ibizia, Costa Smeralda, Mykonos solo per sognare un pò. QUI JUVENTUS - La vecchia Signora cambia tradizione e opta per l'estero. Piccolo raduno a Vinovo per le visite di routine poi Messico e Stati Uniti. Esigenze di marketing che si fondono con il campo per la gioia del portafoglio, meno degli allenatoriQUI INTER - Riscone di Brunico è la sede delle nuove speranze dell'Inter. Nuova rivoluzione estiva, nuovo tecnico, nuovi giocatori, la storia che si ripete. Ritiro però proficuo perché la nuova Inter 2017-18 è partita a vele spiegate, in perfetta sintonia con l'obiettivo minimo stagione, la tanto agoniata qualificazione alla prossima Champions League.QUI ROMA - E' stata per anni juventina, poi è stata invasa dal popolo nerazzurro, quest'anno si apre il ciclo di Di Francesco a Pinzolo. Solo una settimana per assimilare i primi schemi e calarsi nella mentalità del tecnico che da giocatore ha vinto l'ultimo scudetto nella capitale. Non c'è Totti dopo un quarto di secolo ed è già una notizia. Non è una notizia, il viaggio negli USA, patria della nuova proprietà.QUI NAPOLI - Effetti speciali, set hollywoodiani, invece decisamente sobrio il ritiro partenopeo. De Laurentis è uomo di spettacolo ma anche di sostanza e il nuovo/vecchio Napoli di Sarri riparte da dove tutto ebbe inizio: quest'anno l'obbligo è il titolo, nascondersi non è mai stato più difficile. QUI MILAN - Di inverno, autunno, primavera ed estate è sempre e solo Milanello. Il Milan è fedele al proprio centro operativo e tra sabbia e verde, Montella e il suo staff ha il medesimo obiettivo della squadra dell'altra sponda del Naviglio: il ritorno in Europa.QUI LAZIO - Auronzo è la meta designata da anni per la preparazione alla nuova stagione e Lotito è legato alle tradizioni. Stagione passata da incorniciare con la sorpresa di Simone Inzaghi: conferma meritatissima per il fratello del più famoso Pippo-gol.

FIFA U-17 World Cup India 2017: la nuove leve all'opera

L’ombelico del calcio giovanile è India: FIFA U-17 World Cup India 2017 è la competizione ora alla ribalta. Può considerarsi a tutti gli effetti la vetrina dei migliori prospetti del calcio del globo, under 17. Giovani si, ma già in alcuni casi pronti per il grandissimo salto nel calcio dei “grandi”. UN PO’ DI STORIA - La prima edizione si tenne in Cina, a trionfare fu la selezione nigeriana, vittoriosa anche in altre quattro edizioni. A tallonarla il Brasile con tre successi all’attivo, nel 1997, 1999 e 2003. La rassegna ha cadenza biennale. Nel 1991 è stata l'Italia la sede della competizione. LO STIVALE - Le notti magiche dell’Italia non si contano nemmeno sul palmo della mano. Non si eccelle a livello mondiale da un po’ di anni e queste rassegne lo evidenziano. L'albo d'oro di oro ha ben poco e memorabili apparizione tricolori non si ricordano. La bacheca reclama successi e l'unico posizionamento degno di rilievo è il quarto posto nel lonano 1987 in Canada.NOW - La capitale Nuova Delhi e le città di Goa, Navi Mumbai, Kolkata, Kochi e Guwahati sono le tappe da segnarsi per gli amanti della competizione, ormai giunta nella fase calda. Il titolo sarà affare di Brasile, Spagna, Mali e Inghilterra. Segnatevi queste date:Mercoledì ore 13,30 Brasile opposto all'Inghilterra e tre ore più tardi la Spagna cercherà la sua quarta finale, avversario la sorpresa Mali. #U17WorldCup#Dylan

FILOSOFIE ALLO SPECCHIO: TIKI-TAKA, LA FRONTIERA DEL POSSESSO PALLA CONTINUO

LE ORIGINI - Barcellona, Tiki-Taka, Guardiola: quale nesso? Se dici Tiki-Taka, ti riferisci all’ultima rivoluzione del calcio, all’ultimo stile di gioco definito.Da Wikipedia: con il termine tiki-taka (tiqui-taca in spagnolo) si indica uno stile di gioco del calcio caratterizzato da una lunga serie di passaggi ravvicinati svolti con estrema calma in modo da imporre il proprio possesso di palla per la maggior parte della durata della partita.UNO STILE DI VITA - Tiki-Taka e Barcellona sono un binomio imprescindibile e non è la continua, perpetua, ossessione della palla a terra, delle verticalizzazioni strette e del pallone sempre tra i piedi.E’ di più, dannatamente di più. Intanto è legato alla Catalogna, oltre quindi il rettangolo. E’ l’identità del popolo che si fonde nella squadra di calcio, uno dei più vivi testimoni dell’essere catalano. E va oltre il suo creatore, Pep Guardiola. Messi, Xavi, Busquet. Iniesta, Piqué, l’elenco sarebbe lunghissimo, praticamente infinito. E si, nessuno è esentato dal gioco, tutti sanno cosa fare quando la palla è nei tacchetti blaugrana o è da recuperare. Pressing asfissiante, movimento interminabile senza palla degli interpreti, nulla di più semplice per chi è in possesso: soluzioni infinite. Risultati? Tre affermazioni in Champions League, sei Liga solo per citare le competizioni più affascinanti. Quindi bellezza tradotta in risultati, concreti e tangibili.

Fantaformazione Under 20

GIGI DONNARUMMACon le sue qualità e la sua anagrafe sta stupendo chiunque, bravo tra i pali e para rigori. La rinascita del Milan deve passare anche da lui. POL LIROLAEsterno del Sassuolo con alle spalle qualche gol segnato e tanti assist. Giocatore da 6 con la possibilità di bonus. LYANCOLyanco Evangelista Silveira Neves Vojnović, difensore del Torino, classe 97 è stata una piacevole scoperta di questo inizio di Serie A. Difensore attento e bravo a mantenere la posizione. Data la sua statura può portare anche dei gol. CLAUDE ADJAPONGClasse 1998, una delle poche sorprese del Sassuolo di Bucchi. La fascia destra è il suo territorio e il classe ’98 sta mostrando tutte le sue qualità in una squadra che sta faticando in questo inizio di stagione. Personalità, corsa e qualità al servizio dei compagni. Nelle giovanili ha mostrato anche di saper segnare. LORENZO PELLEGRINIDi Francesco si è portato dietro un fedelissimo dal Sassuolo e Pellegrini classe ‘96 lo sta ripagando con prestazione sontuose e assist decisivi. FEDERICO CHIESAIl figlio d’arte, giovanissimo classe ‘97, non sta facendo rimpiangere l’addio di Bernardeschi, mostrando qualità eccelse e personalità. Alterna gol bellissimi a gol più semplici ma da attaccante puro. Spina nel fianco per tutte le difese. RODRIGO BENTANCURDifficile quando si hanno appena 20 anni guidare il centrocampo della squadra campione d’Italia e vicecampione d’Europa, ma non per l’uruguaiano che arrivato dal Boca Juniors sta stupendo tutti per qualità e personalità. Giocatore vero. ROLANDO MANDRAGORACentrocampista del Crotone, in prestito dalla Juventus, è un punto fermo della formazione calabrese e con un gol e un assist ha deciso la sfida salvezza con il Benevento. PIETRO PELLEGRIClasse 2001, 16 anni e già 3 gol in Serie A. Il primo non in una partita normale, ma nella giornata dell’addio di Totti al calcio. In questa stagione ha segnato una doppietta con la Lazio, che però non ha portato punti. Mostra qualità e fisicità, il futuro gli regalerà sicuramente grandi soddisfazioni. MOISE KEANHa fatto parlare molto di se l’anno scorso nella primavera della Juventus e quest’anno ha deciso di lanciarsi nell’Hellas Verona. Pecchia gli sta dando spazio e ieri l’ha ripagato con un gol a Torino, portando i suoi al pareggio. PATRIK SCHICKL’anno scorso ha mostrato numeri e giocate impressionanti. Quest’anno è stato uno dei colpi di mercato, ma ancora deve esplodere in questa stagione. Noi gli diamo fiducia, sicuri che mostrerà il suo potenziale e tornerà a segnare e a farci innamorare delle sue giocate.

Barcellona-Juventus: ovvero Messi contro Dybala​

Barcellona-Juventus: ovvero Messi contro DybalaAlle 20:45 di questa sera si accenderanno i riflettori del Camp Nou per illuminare una partita diversa dalle altre, Barcellona-Juventus. A tenere banco è la sfida nella sfida tra i due fenomeni delle due rispettive squadre e del calcio mondiale. Stiamo parlando di Paulo Dybala e Lionel Messi, che proveranno ad infiammare a suon di colpi e magie la sfida di questa sera. Ma com’erano prima di diventare campioni?Leo Messi nasce il 24 Giugno del 1987 a Rosario. Il futuro campionissimo ha anche origini italiane essendo il suo trisnonno emigrato da Recanati a Rosario. Soprannominato la pulce per la sua statura, inizia a giocare all’età di 5 anni nel Grandoli, squadra della sua città. Ad allenare i ragazzi Jorge Messi, metalmeccanico e padre del futuro campione. A 7 anni si trasferisce nelle giovanili del Newell’s Old Boys.Il talento del giovane era già chiaro ed evidente agli appassionati di calcio tant’è che fu richiesto dal River Plate. Il trasferimento sfumò per un ritardo nello sviluppo osseo del ragazzo dovuto al basso livello di ormoni della crescita presenti nel suo organismo. Dati i problemi economici della famiglia, il padre decide di emigrare in Spagna. Nel settembre 2000 Leo effettua un provino per il Barcellona. Il tecnico, Rexach, rimane impressionato dalla tecnica e dai movimenti del giovane campione, che tra l’altro mise a segno 5 gol. Firma immediatamente per il Barca, che si farà carico anche delle spese mediche per il trattamento che Leo necessita. Dopo aver incantato nelle varie categorie del Barcellona, arriva prima il debutto nella nazionale argentina under 20 contro il Paraguay. Leo segna 2 gol. Di tutt’altro aspetto sarà il debutto in nazionale maggiore, a Budapest contro l’Ungheria, dove Messi si farà espellere dopo un solo minuto di gioco. E' il 16 ottobre 2004 quando debutta nella Liga spagnola con la prima squadra del Barcellona nel derby contro l'Espanyol (vincono gli azulgrana, 1-0). Neli maggio 2005 Messi è il giocatore più giovane nella storia del club catalano (18 anni non ancora compiuti) a realizzare un goal nel campionato spagnolo. Di lì è partita l’ascesa di quello che in tanti oggi considerano il più forte di tutti i tempi, con un palmarès da invidia e sulle spalle la bellezza di circa 600 gol.Paulo Exequiel Dybala nasce il 15 novembre del 1993 a Laguna Larga, in Argentina. Paulo cresce calcisticamente nell'Instituto. A dieci anni prende parte a un provino con il Newell's Old Boys, che tuttavia non va a buon fine perché il padre non vuole farlo allontanare troppo da casa. Diventato orfano a quindici anni, Paulo Dybala va a vivere nella pensione della squadra. Nel 2011, a diciotto anni, disputa la sua prima stagione da calciatore professionista in Primera B Nacional. La stagione calcistica si conclude con un bilancio di diciassette gol in trentotto partite: Dybala è il primo giocatore a disputare trentotto partite di seguito in un campionato professionistico. E' inoltre il primo a segnare due triplette. E' in questo periodo che a Dybala viene dato il soprannome Joya, ovvero “gioiello”. E' un giornalista argentino a definirlo così, per le sue doti tecniche che dimostra con il pallone tra i piedi. Paulo viene notato da Gustavo Mascardi, direttore sportivo del Palermo, che decide di acquistare il suo cartellino per dodici milioni di euro. Si tratta della spesa più elevata mai sostenuta dalla società siciliana per un giocatore. Debutta nel campionato italiano durante Lazio-Palermo. Il Palermo, tuttavia, alla fine del campionato retrocede in serie B, ma non Dybala, che d’ora in poi incantando con i suoi colpi e la sua eleganza verrà chiamato dalla Juventus, contribuendo in modo determinante ai suoi successi, e successivamente dalla nazionale argentina.

Operai in gol che diventano campioni

JAMIE VARDYPrima di approdare nel calcio che conta, Vardy lavorava come operaio in una ditta di apparecchi ortopedici a Sheffield. Per il suo comportamento sregolato fuori dal campo, in seguito ad una rissa in un pub, fu costretto ad indossare il braccialetto elettronico per quasi sei mesi. Dal 2010 al 2012 con l’Halifax Town e il Fleetwood Town realizza 58 gol e arriva così la chiamata del Leicester. Il resto della “favola” è nota a tutti: Vardy condurrà il Leicester alla conquista della Premier League e si conquisterà il posto anche in nazionale. La storiadi Jamie Vardy ha colpito tanti, se non tutti, tanto che il regista Adrian Butchart ha deciso di raccontarla in un film.CARLOS BACCAProveniente da Barranquilla in Colombia, da ragazzo aiutava il padre Gilberto che guidava un peschereccio e insieme vendevano il pesce. Questo la mattina, perchè il pomeriggio si trasferiva sugli autobus a vendere i biglietti. La sera rimaneva il tempo per il pallone. A 22 anni gioca la prima partita da professionista con l’Atletico Junior Barranquilla. L’esordio è da favola: entra e segna 2 gol. Di lì la vita cambiò: nel 2012 giunge in Europa al Bruges, poi l’esplosione al Siviglia con cui conquista anche due Europa League da protagonista. Ad ogni gol esulta rivolgendo le dita al cielo, come a ringraziare Dio per l’opportunità che ha avuto.RICCARDO ZAMPAGNAA Terni c’era un tappezziere con il sogno di arrivare in Serie A. La mattina lavora in tappezzeria e il pomeriggio si allena nell’Amerina, fino a quando viene scovato dalla Triestina quando ancora montava tende da sole e successivamente comprato dal DS Walter Sabatini. Protagonista in Serie A con le maglie di Messina, con cui segna il primo gol in Serie A a 30 anni, e Atalanta. Si è fatto volere bene da qualunque tifoso per i suoi valori umani e operai che lo avvicinavano più alla gente comune che ai calciatori milionari. Raccontò anche di aver rifiutato i soldi di PSG e Monaco per non andare in contrasto con i propri valori.PAPISS DEMBA CISSÈDa ragazzino guidava le ambulanze a Dakar, in Senegal. "A 15 anni vedevo la gente morire, ho lasciato la scuola per lavorare e quei pochi soldi che avevo li davo ai miei". Arriva in Europa al Metz e cambiò la sua vita: ora guidava la sua carriera, non più ambulanze. Fino ad oggi tra Nazionale e Club ha segnato circa 150 gol e attualmente gioca in Cina nello Shandong Luneng con uno stipendio di 3 milioni a stagione. Chissà se mentre guidava un’ambulanza nel traffico di Dakar si immaginava un futuro del genere…MAURIZIO SARRIFiglio di operai, Maurizio Sarri lavorava in banca, alla Montepaschi. La sera, terminato il lavoro, andava ad allenare. La prima squadra fu lo Stia, in Seconda categoria. Nel 2000 approda al Sansovino che in tre annate guida dall’Eccellenza alla Serie C2. Da lì parte l’ascesa: arriva in squadre come Pescara, Perugia, Verona, Avellino fino alla chiamata dell’Empoli con cui ottiene la promozione in Serie A. A Empoli i risultati sono ottimi e il calcio espresso colpisce tutti. Allora il Napoli decide di dargli fiducia e gli affida la panchina. I risultati sono devastanti e immediati: il Napoli lotta per lo scudetto riportando entusiasmo, è in Champions League e gioca uno tra i calci più belli d’Europa tutto grazie al bancario di Arezzo.

La top 5 horror di questo week end di qualificazioni a Russia 2018

1. LA SOLIDITÀ DIFENSIVA DELLA BIELORUSSIALa Bielorussia dimostra di avere una difesa impenetrabile e impeccabile. La Svezia va in gol quattro volte con la stessa difficoltà di segnare in una partita di Esordienti.2. L’INTERVENTO SICURO E DECISIVO DEL DIFENSORE ISRAELIANOIl difensore di Israele ha l’ottimo intuito di prevedere la giocata dell’esterno macedone e per dimostrarlo interviene in scivolata un quarto d’ora prima.3. L’EQUILIBRIO IN FRANCIA-LUSSEMBURGO74% di possesso palla, 31 tiri. Risultato finale: 0-0. Il Lussemburgo riesce a fare gli stessi gol della Francia avendo avuto palla 5 minuti. E verso fine partita poteva mettere a segno la rapina più grossa di sempre se non avesse preso il palo... 4. DZEMAILI, RIGORISTA DI PRECISIONE O UOMO GENEROSO?Dzemaili deve aver visto un ragazzo lettone chiedergli la palla in secondo anello. Lui gentilmente gliela lancia. Peccato fosse durante un calcio di rigore.5. LA QUALITÀ MIGLIORE DEL PORTIERE DELLA GIBILTERRA? LA PRESA SICURAIl portiere di Gibilterra ha il grande pregio di trasformare un cross innocuo in un gol per il Belgio. Complimenti e ringraziamenti dai compagni e soprattutto dagli avversari.

Giovani promesse non mantenute

Federico MachedaDa Roma, sponda Lazio, a Manchester, riva United. A 17 anni e con un contratto da professionista tra le mani che vale 65mila euro a stagione. Segna il gol che decide la gara di campionato con l'Aston Villa nell'aprile del 2009 e le premesse per una carriera da superstar ci sono tutte. E invece, no. Macheda non ha mai trovato la continuità e l'efficacia di un attaccante vero. Lo sanno alla Sampdoria, dove si trasferisce dal gennaio al giugno 2011. Ma pure al QPR e allo Stoccarda. Zero gol in due anni. Fino al declassamento nella seconda lega inglese. Fino al 2016, 6 gol in 27 gare con il Cardiff City. Nel marzo del 2016 si trasferisce al Nottingham Forest dove colleziona solo 3 presenze e 0 gol. A fine stagione si trasferisce in Serie B al Novara dove gioca tutt’ora, ripartendo da zero per un nuovo rilancio.Simone ScuffetQualche anno fa, l'occasione che poteva cambiargli la vita. Alla porta del giovanissimo (classe '96) estremo difensore friulano, che con la maglia dell'Udinese aveva convinto tanti (quasi tutti) delle sue grandissime capacità, bussarono gli emissari dell'Atletico Madrid. Gli viene proposto un contratto di cinque anni e 900mila euro a stagione. Tanti lo definiscono il “successore di Buffon” ma la famiglia del giocatore dice no, Simone vuole terminare il suo percorso liceale e l'affare salta. Tempo qualche settimana e cambia lo scenario. A Udine sbarca Stramaccioni e Scuffet finisce in panca, dove rimarrà per tutta la stagione. Compie un passo indietro allora e declassa in Serie B con la maglia della neopromossa Como, con cui resta fino al 2016 dopo la retrocessione dei comaschi in Lega Pro. Dopodichè il ritorno all’Udinese con la speranza di riprendersi il posto da titolare.Mario BalotelliIl suo esordio tra i professionisti arriva piuttosto presto. All’età di 16 anni esordisce con la Prima Squadra del Lumezzane durante un match di Serie C. L’Inter lo adocchia subito e lo porta a Milano. Dopo aver trascinato la Primavera nerazzurra alla vittoria del Viareggio e del campionato, Mancini decide di portarlo in Prima Squadra. Mario si ritaglierà il suo spazio sia nel periodo con il Mancio che nell’era Mourinho, compreso l’anno del triplete. Tuttavia nel 2010 si rende protagonista di alcuni gesti e comportamenti non professionali nei confronti della sua società e dei suoi tifosi. Mancini, in quel momento tecnico del Manchester City, decide di sfruttare l’occasione e lo porta in Inghilterra. Anche qui però, alterna alti e bassi. A questo punto Galliani ne approfitta e Balotelli giunge al Milan. Mario anche stavolta risulta più croce che delizia. Di fatto, non appena Inzaghi si siede sulla panchina rossonera, approva subito la sua cessione. Nonostante tutto nel 2014 arriva un’altra offerta importante, stavolta del Liverpool. Dopo pochi mesi i tifosi dei Reds iniziano a non sopportarlo, soprattutto per l’atteggiamento mostrato. Nell’agosto 2015 ritorna in prestito al Milan fino al 30 giugno 2016. Chiude la stagione con 23 presenze totali e 3 gol, di cui 2 realizzati in Coppa Italia contro l'Alessandria. Il 31 agosto 2016 viene acquistato a titolo definitivo dal Nizza. Debutta l'11 settembre realizzando due reti nella vittoria per 3-2 contro l'Olympique Marsiglia. A fine campionato realizza 15 reti in 23 presenze. Tutt’ora è ancora in forza ai francesi.Bojan KrkicPiù giovane calciatore del Barcellona ad esordire in prima squadra, a segnare, ed a fare praticamente tutto. Esordisce nel settembre 2007 sotto la guida di Frank Rijkaard. Nel triennio 2008-2011 con Guardiola convince con le sue prestazioni e i suoi gol, a volte anche decisivi. Nella stagione 2010-2011 Bojan rileva la maglia numero 9, già indossata nelle giovanili, diventando il primo canterano a indossarla dai tempi di Cruijff. Il 26 ottobre, nella gara contro il Ceuta, fa il suo esordio ufficiale come capitano del Barcellona. Dopo il Barcellona la Roma e poi il Milan,dove colleziona 10 gol in 2 anni. Oggi l’attaccante spagnolo gioca nello Stoke City dopo le fallimentari avventure alla Roma, al Milan ed all’Ajax. Negli ultimi 4 anni non ha segnato nemmeno la bellezza di 20 reti.Giovani Dos SantosDi origini messicane, viene aggregato alla prima squadra del Barcellona nel 2006 e dall'anno seguente ha fatto stabilmente parte della rosa della squadra spagnola, dove colleziona 28 presenze e 3 gol ma il talento cristallino è agli occhi di tutti. Talento che però si disperde negli anni a venire, con molti prestiti come Ipswich, Galatasaray, Racing Santander e l’esperienza a Maiorca. Migliora al Villareal, dove a fine anno conquista la sesta posizione grazie anche ai suoi 12 gol. Oggi è un giocatore dei LA Galaxy e i numeri sono importanti: nel 2016 mette a segno 14 gol e 12 assist. Viene anche nominato quattro volte nel "Team of The Week" da MLSSoccer.com, selezionato due volte per il "MLS Player of the Week" e una per il "MLS Goal of the Week". Viene inoltre selezionato come giocatore dell'anno per i LA Galaxy. Peccato sia esploso tardi e in un campionato come quello americano, di inferiore valore e competitività rispetto a quelli europei.

Tra Primavera e Prima squadra

Il sogno di ogni aspirante calciatore è quello un giorno di fare il grande passo, ovvero il passaggio dalla Primavera alla prima squadra e quindi approdare nel vero calcio, il calcio professionistico.Ma quali sono le maggiori difficoltà che si possono incontrare? Sicuramente i primi ostacoli nascono dal confronto, dalla convivenza giornaliera con persone che da anni svolgono questa professione come lavoro e quindi sono già persone mature ed esperte in questo campo. Il rispetto è fondamentale con persone più grandi e ambientarsi subito con lo spogliatoio potrebbe essere un ottimo vantaggio. Il ragazzo che approda in prima squadra può accusare una variazione di ritmo negli allenamenti, sicuramente più elevato rispetto al settore giovanile data la difficoltà e la competitività dei campionati che si vanno ad affrontare. Importante è anche non voler strafare, non voler bruciare le tappe. Ritrovarsi in prima squadra è già un grande segno di riconoscenza ma spesso si può cadere nell’errore di voler dimostrare tutto e subito finendo così per generare nervosismo e confusione senza dimostrare il vero proprio valore, giocandosi così le proprie chance..Sono tante le nostre società che puntano maggiormente sui giovani talenti emergenti che fanno già la spola tra Primavera e prima squadra. Tanti nomi, tante qualità, tante facce. Alcune destinate fra pochi anni a dominare il panorama del calcio italiano altri forse indirizzati verso un prematuro oblio. Perché nel calcio è come nella vita: qualche volte una promessa è destinata a rimanere tale. Ecco allora alcuni dei più promettenti calciatori provenienti dalle Primavere italiane. Moise Kean giovanissimo attaccante della Juventus e possibile rinforzo anche per la Nazionale Italiana.Manuel Locatelli, è già una certezza come regista di centrocampo del Milan. L’anno scorso, al suo primo anno in Serie A, ha deciso la sfida a San Siro con la Juventus con un bellissimo gol.Pietro Pellegri, anno 2001, forte attaccante del Genoa, è il terzo marcatore più giovane della storia della Serie A con il gol segnato all’Olimpico di Roma nel giorno dell’addio al calcio di Totti.Patrick Cutrone è salito alla ribalta in questo avvio di stagione, dove ha già deciso con un gol e un assist la prima giornata del Milan contro il Crotone. Giovane speranza anche per la futura nazionale.Eddy Salcedo, esordio lo scorso week-end nella massima serie a 15 anni. Dopo Pellegri il Genoa lancia nel calcio dei grandi un altro 2001.Gianluigi Donnarumma, diciottenne portiere del Milan, ha fatto parlare tantissimo di sè per le sue parate e per il possibile approdo al Real Madrid per una cifra esorbitante. Ha già mostrato grandissime cose, il futuro della Nazionale potrebbe essere nelle sue mani.

5 tipi di tifosi che hanno seguito Juventus-Lazio

Ecco 5 tipi di tifosi che ieri hanno assistito al match di Supercoppa tra Juventus e LazioIL MILANISTA Segue la partita con la maglia nuova di zecca di Bonucci del Milan e nel corso della partita spara sentenze del tipo: “la Juve senza Bonucci non è più la stessa, non hanno più un gioco, quest’anno vinciamo noi lo scudetto, quando entra quel fenomeno di De Sciglio cambia la partita” … Esplode ai 3 gol della Lazio e passa la nottata col sorriso sulle labbra sognando la scivolata di De Sciglio. #il sentenziosoIL ROMANISTAVorrebbe spaccare il televisore da quanto odia entrambe le squadre in campo, ma si limita a criticare qualsiasi cosa non vada delle due compagini, finendo per parlare dei capelli di Lukaku. Al gol di Murgia al 94° rimane più freddo di un soldato in missione d’inverno in Russia e subito dopo essersi ripreso se ne esce con la frase: “quest’anno è il nostro anno, la Juve non vince più!”. #il sognatoreL’ANTI-JUVEÈ davanti al televisore solo per il gusto di vedere perdere la squadra bianconera. Può segnare anche Tare dalla tribuna per lui, il risultato deve essere solo uno. Sul 2-0 per la Lazio incomincia a scrivere a chiunque per organizzare già la festa post-partita, ma sul 2-2 di Dybala viene ricoverato in ospedale. Al 3-2 esplode svegliando mezzo ospedale e allora parte la festa. #il goditoreLO JUVENTINOÈ la partita dopo Cardiff, dopo la partenza di Bonucci. È attento ad ogni cosa che Allegri faccia, come l’FBI segue i suoi ricercati. Entra De Sciglio e la Lazio vince. Il resto delle parole e dei pensieri di uno Juventino non possono venire trascritti. #de-lusoIL LAZIALESegue la partita con meno speranze di chi sogna di poter incontrare Belen a Formentera e ottenere un bacio. La Lazio va sul 2-0 e il cuore batte, poi Dybala firma il 2-2 e dopo qualche imprecazione romana il cuore smette di battere. Sul 3-2 è incontenibile e grida al miracolo. #credente

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