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Il tango di Mauro

Tango o Salsa? Decisamente Tango, l'inter è tango, l'Inter è Icardi, l'Inter è Mauro, l'Inter è Wanda. Segnare tre gol in un derby non accadeva dal 2012, ai tempi c'era un certo Principe Milito e l'Inter non navigava così a vista come ora. Sembra passata un'era geologica, invece solo 5 anni, ed è decisamente cambiato tutto. L'Inter e il Milan non sono più l'Inter di Milito e il Milan di Ibrahimovic ma ora sono l'Inter di Nagatomo e il Milan di Rodriguez, non proprio la stessa cosa. Domenica sera c'è stata però l'apoteosi per la Milano nerazzurra. Il naviglio si è dipinto di nero e azzurro e il rosso si è dissolto sotto i colpi di Icardi.Opportunismo, recupero palla, acrobazia, rigore: un codensato chiaro e limpido di chi è Mauro e di cosa è capace questo attaccante moderno, 181 cm per 75 kg.E' il prototipo dell'attaccante del terzo millennio, fuori dal campo sempre alla ribalta, Wanda Nara non è mai a corto di argomenti e dentro al rettangolo è il numero 9 più forte d'Europa. Non ha ombre nel suo gioco. Gioca per la squadra ora, sponde, prende calcioni per far salire i suoi, oltre a questo non ha perso smalto e la sua verve sotto porta. La rasoiata di Candreva è tramutata in rete dalla girata precisa sul secondo palo, Donnarumma non può nulla. Il secondo gol è lo spot del capitano nerazzurro. Biglia si addormenta, Icardi scippa la rete e duetta con Perisc, 11 assist solo per Mauro, pallone a mezza altezza del croato e sforbiciata volante per rubare tempo al portiere: chapeau!Il Milan dall'inferno al paradiso per due volte, stadio in silenzio, 2-2 e sull'ingenuità colossale di Rodriguez, l'arbitro Tagliavento può solo indicare il dischetto del rigore.Una vita fa, qualche derby fa, Icardi era in ginocchio e Donnarrumma faticava a trattenere la gioia dopo il rigore neutralizzato. Domenica, qualche anno più tardi, di nuovo, uno di fronte all'altro, nel duello dagli undici metri. Icardi lo guarda dritto negli occhi, lo sfida e lo fulmina, aspettando il passo verso sinistra del numero 99. ll resto è 3-2, maglia celebrata come Messi al Camp Nou quasi a simboleggiare quanto questo ragazzo del 19-02-93 sia cresciuto, in tutto.#MI9#Dylan

Essam El-Hadary, il portiere detentore di record!

La storia che vogliamo raccontarvi oggi ragazzi parla di ESSAM EL-HADARY, portiere di origine egiziana nato il 15 gennaio del 1973 a Damietta, una piccola città e porto egiziano sul delta del Nilo.Attualmente gioca nel Al-Taawoun, che milita nella Saudi Professional League in Arabia Saudita, come portiere e capitano della sua squadra.Essam, anche soprannominato La Diga per le sue capacità tra i pali, trascorre maggior tempo della sua carriera nel Al-Ahly in coi vince 7 campionati, 4 coppe d'egitto e 4 supercoppe d'egitto.Grazie quindi alle sue doti da portiere. riceve anche la sua prima convocazione nella nazionale egiziana nel 1996 in amichevole contro la Corea del Sud.Passano gli anni ed Essam continua ad essere convocato in nazionale, e si guadagna anche la fascia da capitano nel frattempo, fino ad arrivare ai giorni d'oggi che, grazie ai suoi compagni di squadra e a lui, la sua nazionale riesce a guadagnare un pass per i Mondiali di Russia 2018 grazie alla vittoria per 2-1 in casa contro il Congo, decisa da Mohamed Salah al 94' minuto su rigore e anche detentore del primo gol.Con questo pass ai mondiali il nostro Essam diventerà automaticamente il proprietario di diversi record per età nei mondiali, ovvero:Giocatore più ANZIANO a partecipare ad un mondiale, batte il precendente record di Faryd Mondragon (43 anni e 3 giorni)Giocatore più ANZIANO AL DEBUTTO con 44 anni di età il nostro Essam, ebbene si, debutterà per la prima volta nei mondiali, non si deve mai smettere di sperare!CAPITANO più ANZIANO dei mondiali.

FILOSOFIE ALLO SPECCHIO: TIKI-TAKA, LA FRONTIERA DEL POSSESSO PALLA CONTINUO

LE ORIGINI - Barcellona, Tiki-Taka, Guardiola: quale nesso? Se dici Tiki-Taka, ti riferisci all’ultima rivoluzione del calcio, all’ultimo stile di gioco definito.Da Wikipedia: con il termine tiki-taka (tiqui-taca in spagnolo) si indica uno stile di gioco del calcio caratterizzato da una lunga serie di passaggi ravvicinati svolti con estrema calma in modo da imporre il proprio possesso di palla per la maggior parte della durata della partita.UNO STILE DI VITA - Tiki-Taka e Barcellona sono un binomio imprescindibile e non è la continua, perpetua, ossessione della palla a terra, delle verticalizzazioni strette e del pallone sempre tra i piedi.E’ di più, dannatamente di più. Intanto è legato alla Catalogna, oltre quindi il rettangolo. E’ l’identità del popolo che si fonde nella squadra di calcio, uno dei più vivi testimoni dell’essere catalano. E va oltre il suo creatore, Pep Guardiola. Messi, Xavi, Busquet. Iniesta, Piqué, l’elenco sarebbe lunghissimo, praticamente infinito. E si, nessuno è esentato dal gioco, tutti sanno cosa fare quando la palla è nei tacchetti blaugrana o è da recuperare. Pressing asfissiante, movimento interminabile senza palla degli interpreti, nulla di più semplice per chi è in possesso: soluzioni infinite. Risultati? Tre affermazioni in Champions League, sei Liga solo per citare le competizioni più affascinanti. Quindi bellezza tradotta in risultati, concreti e tangibili.

Vorrei essere Roberto Carlos ma sono...Felice Centofanti

Chi è Roberto Carlos? Chi è Felice Centofanti?Secondo Dylan non conoscete né l'uno né l'altro. Hanno in comune qualcosa: ruolo e squadra di militanza per un periodo, altro no, decisamente no. Sono due terzini, mancini ma di diverso spessore. L'uno, il carioca, non è alto, non ha capelli fluenti ma ha un sinistro che pochi hanno. Il tiro a "tre dita" diciamo è roba sua. Si perché, seppur breve, nella sua esperienza all'Inter, durata il tempo di una stagione, un battito d'ali o poco più, ha saputo condensare tutto il suo essere appunto Roberto Carlos. Tiri di una potenza sovrumana, discese epiche, dribbling continui ma anche dimenticanze difensive. Un diamante grezzo insomma che non ha avuto il tempo per diventare una farfalla. È rimasto crisalide nell'Inter ma non altrove. Nel Real Madrid ha vinto tutto, ma proprio tutto. Coppe, Campionati (Liga spagnola) e la tanto agoniata Coppa dalle Grandi Orecchie. Tutto quello che i tifosi dell'Inter avrebbero voluto ma non è stato. Il cerino in mano è rimasto anzi si è bruciato quando la fascia ha cambiato inquilino. Diciamo che l'inquilino ha pagato l'affitto ma non ha lasciato il segno. La mancina dell’Inter è sempre stato un pianto. Un pianto perché ha cambiato spesso, appunto inquilino, ma a parte qualcuno, gli altri, la maggior parte, si sono fatti apprezzare più dalle squadre avversarie che dai supporters nerazzurri.

Fantaformazione Under 20

GIGI DONNARUMMACon le sue qualità e la sua anagrafe sta stupendo chiunque, bravo tra i pali e para rigori. La rinascita del Milan deve passare anche da lui. POL LIROLAEsterno del Sassuolo con alle spalle qualche gol segnato e tanti assist. Giocatore da 6 con la possibilità di bonus. LYANCOLyanco Evangelista Silveira Neves Vojnović, difensore del Torino, classe 97 è stata una piacevole scoperta di questo inizio di Serie A. Difensore attento e bravo a mantenere la posizione. Data la sua statura può portare anche dei gol. CLAUDE ADJAPONGClasse 1998, una delle poche sorprese del Sassuolo di Bucchi. La fascia destra è il suo territorio e il classe ’98 sta mostrando tutte le sue qualità in una squadra che sta faticando in questo inizio di stagione. Personalità, corsa e qualità al servizio dei compagni. Nelle giovanili ha mostrato anche di saper segnare. LORENZO PELLEGRINIDi Francesco si è portato dietro un fedelissimo dal Sassuolo e Pellegrini classe ‘96 lo sta ripagando con prestazione sontuose e assist decisivi. FEDERICO CHIESAIl figlio d’arte, giovanissimo classe ‘97, non sta facendo rimpiangere l’addio di Bernardeschi, mostrando qualità eccelse e personalità. Alterna gol bellissimi a gol più semplici ma da attaccante puro. Spina nel fianco per tutte le difese. RODRIGO BENTANCURDifficile quando si hanno appena 20 anni guidare il centrocampo della squadra campione d’Italia e vicecampione d’Europa, ma non per l’uruguaiano che arrivato dal Boca Juniors sta stupendo tutti per qualità e personalità. Giocatore vero. ROLANDO MANDRAGORACentrocampista del Crotone, in prestito dalla Juventus, è un punto fermo della formazione calabrese e con un gol e un assist ha deciso la sfida salvezza con il Benevento. PIETRO PELLEGRIClasse 2001, 16 anni e già 3 gol in Serie A. Il primo non in una partita normale, ma nella giornata dell’addio di Totti al calcio. In questa stagione ha segnato una doppietta con la Lazio, che però non ha portato punti. Mostra qualità e fisicità, il futuro gli regalerà sicuramente grandi soddisfazioni. MOISE KEANHa fatto parlare molto di se l’anno scorso nella primavera della Juventus e quest’anno ha deciso di lanciarsi nell’Hellas Verona. Pecchia gli sta dando spazio e ieri l’ha ripagato con un gol a Torino, portando i suoi al pareggio. PATRIK SCHICKL’anno scorso ha mostrato numeri e giocate impressionanti. Quest’anno è stato uno dei colpi di mercato, ma ancora deve esplodere in questa stagione. Noi gli diamo fiducia, sicuri che mostrerà il suo potenziale e tornerà a segnare e a farci innamorare delle sue giocate.

Il Rimini United vince il Torneo Golee!

E' da poco terminato il primo dei tre tornei Golee. In campo le squadre Rimini United, Promosport, Accademia Riminicalcio e Junior Del Conca.Nella prima semifinale hanno giocato Junior Del Conca contro Accademia Riminicalcio. Finale da brivido ai rigori dopo una partita terminata 1-1 al 90'. Sfortunatamente per i ragazzi dello Junior Del Conca, due dei loro rigori terminano alti sopra la traversa e L'Accademia conquista il primo posto in finale.Nell'altra semifinale il Rimini United domina una partita che finisce 3-1 in favore dei bianco-rossi. Dopo essere stati in vantaggio per 2-0 dopo pochi minuti, la Promosport tenta il recupero e segna il gol che li riporta a meno 1. La partita si chiude quando, nel secondo tempo, il Rimini United segna il terzo gol.Nella finale del terzo quarto posto, i ragazzi dello Junior Del Conca imparano dalla sconfitta subita ai rigori e vincono contro la promosport proprio dal dischetto. Dopo una partita terminata 2-2, i rigori favoriscono i bianco azzurri dello Junior Del Conca.Nella finale non c'è storia. Partita giocata per lo più a metà campo, il Rimini United nel secondo tempo, dopo aver sbagliato diverse occasioni, va a segno due volte nel giro di 10 minuti e batte in finale i campioni dell'anno scorso dell'Accademia. Clicca qui per i risultati!Complimenti ai vincitori!Nei prossimi giorni, grazie ai vostri voti, decreteremo il miglior giocatore in campo e pubblicheremo interviste e video degli highlights! Grazie a tutti!

Torneo Golee - Rimini

Con l'inizio della nuova stagione, arriva anche la seconda edizione del Torneo Golee! L'anno scorso si era disputato nel campo di Coriano con la vittoria dell'Accademia Riminicalcio ai danni della Sammaurese (2-0 in finale).Quest'anno ci spostiamo nel campo di Viserbella e le squadre che ne prenderanno parte saranno:- Accademia Riminicalcio (che difende il titolo)- Promosport- Rimini United- Junior del ConcaIl torneo sarà quindi composto da due semifinali e le due finali (3^-4^ posto e 1^-2^ posto) e durerà dalle 16:00 alle 20:30 di domani. Tante attività per i ragazzi e ricchi premi!Chi sarà il vincitore del secondo torneo Golee di Rimini?

Barcellona-Juventus: ovvero Messi contro Dybala​

Barcellona-Juventus: ovvero Messi contro DybalaAlle 20:45 di questa sera si accenderanno i riflettori del Camp Nou per illuminare una partita diversa dalle altre, Barcellona-Juventus. A tenere banco è la sfida nella sfida tra i due fenomeni delle due rispettive squadre e del calcio mondiale. Stiamo parlando di Paulo Dybala e Lionel Messi, che proveranno ad infiammare a suon di colpi e magie la sfida di questa sera. Ma com’erano prima di diventare campioni?Leo Messi nasce il 24 Giugno del 1987 a Rosario. Il futuro campionissimo ha anche origini italiane essendo il suo trisnonno emigrato da Recanati a Rosario. Soprannominato la pulce per la sua statura, inizia a giocare all’età di 5 anni nel Grandoli, squadra della sua città. Ad allenare i ragazzi Jorge Messi, metalmeccanico e padre del futuro campione. A 7 anni si trasferisce nelle giovanili del Newell’s Old Boys.Il talento del giovane era già chiaro ed evidente agli appassionati di calcio tant’è che fu richiesto dal River Plate. Il trasferimento sfumò per un ritardo nello sviluppo osseo del ragazzo dovuto al basso livello di ormoni della crescita presenti nel suo organismo. Dati i problemi economici della famiglia, il padre decide di emigrare in Spagna. Nel settembre 2000 Leo effettua un provino per il Barcellona. Il tecnico, Rexach, rimane impressionato dalla tecnica e dai movimenti del giovane campione, che tra l’altro mise a segno 5 gol. Firma immediatamente per il Barca, che si farà carico anche delle spese mediche per il trattamento che Leo necessita. Dopo aver incantato nelle varie categorie del Barcellona, arriva prima il debutto nella nazionale argentina under 20 contro il Paraguay. Leo segna 2 gol. Di tutt’altro aspetto sarà il debutto in nazionale maggiore, a Budapest contro l’Ungheria, dove Messi si farà espellere dopo un solo minuto di gioco. E' il 16 ottobre 2004 quando debutta nella Liga spagnola con la prima squadra del Barcellona nel derby contro l'Espanyol (vincono gli azulgrana, 1-0). Neli maggio 2005 Messi è il giocatore più giovane nella storia del club catalano (18 anni non ancora compiuti) a realizzare un goal nel campionato spagnolo. Di lì è partita l’ascesa di quello che in tanti oggi considerano il più forte di tutti i tempi, con un palmarès da invidia e sulle spalle la bellezza di circa 600 gol.Paulo Exequiel Dybala nasce il 15 novembre del 1993 a Laguna Larga, in Argentina. Paulo cresce calcisticamente nell'Instituto. A dieci anni prende parte a un provino con il Newell's Old Boys, che tuttavia non va a buon fine perché il padre non vuole farlo allontanare troppo da casa. Diventato orfano a quindici anni, Paulo Dybala va a vivere nella pensione della squadra. Nel 2011, a diciotto anni, disputa la sua prima stagione da calciatore professionista in Primera B Nacional. La stagione calcistica si conclude con un bilancio di diciassette gol in trentotto partite: Dybala è il primo giocatore a disputare trentotto partite di seguito in un campionato professionistico. E' inoltre il primo a segnare due triplette. E' in questo periodo che a Dybala viene dato il soprannome Joya, ovvero “gioiello”. E' un giornalista argentino a definirlo così, per le sue doti tecniche che dimostra con il pallone tra i piedi. Paulo viene notato da Gustavo Mascardi, direttore sportivo del Palermo, che decide di acquistare il suo cartellino per dodici milioni di euro. Si tratta della spesa più elevata mai sostenuta dalla società siciliana per un giocatore. Debutta nel campionato italiano durante Lazio-Palermo. Il Palermo, tuttavia, alla fine del campionato retrocede in serie B, ma non Dybala, che d’ora in poi incantando con i suoi colpi e la sua eleganza verrà chiamato dalla Juventus, contribuendo in modo determinante ai suoi successi, e successivamente dalla nazionale argentina.

Operai in gol che diventano campioni

JAMIE VARDYPrima di approdare nel calcio che conta, Vardy lavorava come operaio in una ditta di apparecchi ortopedici a Sheffield. Per il suo comportamento sregolato fuori dal campo, in seguito ad una rissa in un pub, fu costretto ad indossare il braccialetto elettronico per quasi sei mesi. Dal 2010 al 2012 con l’Halifax Town e il Fleetwood Town realizza 58 gol e arriva così la chiamata del Leicester. Il resto della “favola” è nota a tutti: Vardy condurrà il Leicester alla conquista della Premier League e si conquisterà il posto anche in nazionale. La storiadi Jamie Vardy ha colpito tanti, se non tutti, tanto che il regista Adrian Butchart ha deciso di raccontarla in un film.CARLOS BACCAProveniente da Barranquilla in Colombia, da ragazzo aiutava il padre Gilberto che guidava un peschereccio e insieme vendevano il pesce. Questo la mattina, perchè il pomeriggio si trasferiva sugli autobus a vendere i biglietti. La sera rimaneva il tempo per il pallone. A 22 anni gioca la prima partita da professionista con l’Atletico Junior Barranquilla. L’esordio è da favola: entra e segna 2 gol. Di lì la vita cambiò: nel 2012 giunge in Europa al Bruges, poi l’esplosione al Siviglia con cui conquista anche due Europa League da protagonista. Ad ogni gol esulta rivolgendo le dita al cielo, come a ringraziare Dio per l’opportunità che ha avuto.RICCARDO ZAMPAGNAA Terni c’era un tappezziere con il sogno di arrivare in Serie A. La mattina lavora in tappezzeria e il pomeriggio si allena nell’Amerina, fino a quando viene scovato dalla Triestina quando ancora montava tende da sole e successivamente comprato dal DS Walter Sabatini. Protagonista in Serie A con le maglie di Messina, con cui segna il primo gol in Serie A a 30 anni, e Atalanta. Si è fatto volere bene da qualunque tifoso per i suoi valori umani e operai che lo avvicinavano più alla gente comune che ai calciatori milionari. Raccontò anche di aver rifiutato i soldi di PSG e Monaco per non andare in contrasto con i propri valori.PAPISS DEMBA CISSÈDa ragazzino guidava le ambulanze a Dakar, in Senegal. "A 15 anni vedevo la gente morire, ho lasciato la scuola per lavorare e quei pochi soldi che avevo li davo ai miei". Arriva in Europa al Metz e cambiò la sua vita: ora guidava la sua carriera, non più ambulanze. Fino ad oggi tra Nazionale e Club ha segnato circa 150 gol e attualmente gioca in Cina nello Shandong Luneng con uno stipendio di 3 milioni a stagione. Chissà se mentre guidava un’ambulanza nel traffico di Dakar si immaginava un futuro del genere…MAURIZIO SARRIFiglio di operai, Maurizio Sarri lavorava in banca, alla Montepaschi. La sera, terminato il lavoro, andava ad allenare. La prima squadra fu lo Stia, in Seconda categoria. Nel 2000 approda al Sansovino che in tre annate guida dall’Eccellenza alla Serie C2. Da lì parte l’ascesa: arriva in squadre come Pescara, Perugia, Verona, Avellino fino alla chiamata dell’Empoli con cui ottiene la promozione in Serie A. A Empoli i risultati sono ottimi e il calcio espresso colpisce tutti. Allora il Napoli decide di dargli fiducia e gli affida la panchina. I risultati sono devastanti e immediati: il Napoli lotta per lo scudetto riportando entusiasmo, è in Champions League e gioca uno tra i calci più belli d’Europa tutto grazie al bancario di Arezzo.

La top 5 horror di questo week end di qualificazioni a Russia 2018

1. LA SOLIDITÀ DIFENSIVA DELLA BIELORUSSIALa Bielorussia dimostra di avere una difesa impenetrabile e impeccabile. La Svezia va in gol quattro volte con la stessa difficoltà di segnare in una partita di Esordienti.2. L’INTERVENTO SICURO E DECISIVO DEL DIFENSORE ISRAELIANOIl difensore di Israele ha l’ottimo intuito di prevedere la giocata dell’esterno macedone e per dimostrarlo interviene in scivolata un quarto d’ora prima.3. L’EQUILIBRIO IN FRANCIA-LUSSEMBURGO74% di possesso palla, 31 tiri. Risultato finale: 0-0. Il Lussemburgo riesce a fare gli stessi gol della Francia avendo avuto palla 5 minuti. E verso fine partita poteva mettere a segno la rapina più grossa di sempre se non avesse preso il palo... 4. DZEMAILI, RIGORISTA DI PRECISIONE O UOMO GENEROSO?Dzemaili deve aver visto un ragazzo lettone chiedergli la palla in secondo anello. Lui gentilmente gliela lancia. Peccato fosse durante un calcio di rigore.5. LA QUALITÀ MIGLIORE DEL PORTIERE DELLA GIBILTERRA? LA PRESA SICURAIl portiere di Gibilterra ha il grande pregio di trasformare un cross innocuo in un gol per il Belgio. Complimenti e ringraziamenti dai compagni e soprattutto dagli avversari.

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